Ho sentito spesso l'espressione, se potessi tornare indietro, vivrei diversamente. Io non potrei veramente affermarlo, perché non cambierei nulla di quello che è accaduto, se potessi tornare indietro. Ho fatto i miei errori, sia chiaro, forse anche più di quanti ne fa l'uomo medio, ma da questi errori è derivato un risveglio che mi ha portato vera felicità e abbondante opportunità di aiutare gli altri a trovare il medesimo stato mentale. Sono convinto, senza ombra di dubbio, che c'è una grande lezione in ogni fallimento e che il cosiddetto fallimento è assolutamente necessario prima di poter ottenere un degno successo. Sono convinto che una parte del piano di madre natura sia mettere degli ostacoli sul percorso dell'uomo e che il momento più grande della sua formazione non derivi da libri o insegnanti, ma dal costante impegno per superare questi ostacoli, come un addestratore mette gli ostacoli sul percorso del proprio cavallo affinché impari a saltarli. Inizio con la mia convinzione che la vera felicità arriva dall'aiutare gli altri a trovare la felicità. Potrebbe essere una mera coincidenza che praticamente 35 dei miei 50 anni di vita siano stati infelici e che io abbia cominciato a essere felice il giorno stesso in cui ho iniziato ad aiutare gli altri a trovare la propria felicità, ma non credo che lo sia. Credo che sia più di una coincidenza, credo che sia in stretta relazione con una legge dell'universo. La mia esperienza mi ha insegnato che non puoi seminare tristezza e raccogliere felicità, esattamente come non semini cardi e raccogli grano. Attraverso molti anni di studio e analisi approfondite, ho alla fine imparato che quello che un uomo dà, gli ritorna moltiplicato, nel minimo dettaglio, a prescindere che sia un pensiero o un'azione, da un punto di vista materiale ed economico. Una delle più grandi verità che ho imparato è che ci si guadagna di più a rendere maggiori e migliori servizi di quanto si viene pagati per farlo, perché è solo una questione di tempo, e alla fine si è pagati di più per quello che in realtà si fa. Questa pratica di buttarsi anima e corpo in ogni compito, a prescindere dalla remunerazione, vi porterà verso la realizzazione del successo materiale e monetario, più di ogni altra cosa, ma questo è di minore importanza rispetto all'abitudine di perdonare e dimenticare i torti che i nostri compagni fanno nei nostri confronti. L'abitudine a reagire a coloro che ci fanno arrabbiare è una debolezza che può solo degradare e rovinare chi ne viene sopraffatto. Sono convinto che nessuna delle lezioni che la mia vita mi ha insegnato sia stata più importante di quella in cui ho imparato a lasciarmi scorrere addosso i risentimenti, gli insulti e le ingiustizie. Sono profondamente convinto che una delle più grandi lezioni che un uomo possa imparare sia quella dell'autocontrollo. Non puoi esercitare una grande influenza sugli altri finché non impari a esercitare controllo su di stesso. Mi sembra particolarmente significativo il fatto che quelli che sono considerati i più grandi leader del mondo fossero uomini di grande autocontrollo e tolleranza, e che sono diventati anche i più grandi filosofi che il mondo abbia mai conosciuto. Sono sicuro che sia un grave errore per chiunque partire con la credenza che sulle proprie spalle ci sia il fardello di riformare il mondo o cambiare il corso naturale del comportamento umano. I piani della natura vanno avanti piuttosto rapidamente senza l'interferenza di coloro che vogliono metterle fretta o deviare in qualsiasi modo il suo percorso. Questa presunzione conduce solo a scontri contenziosi e sentimenti velenosi. Ho imparato, con mia grande soddisfazione, che un uomo che agita o diffonde pensieri negativi tra i suoi compagni, per qualunque causa, non ha nella vita nessuno scopo veramente costruttivo. È meglio incoraggiare e costruire piuttosto che abbattere e distruggere. In molti anni di esperienza, ho capito che è un segno di debolezza farsi influenzare da uno dei propri compagni sulla base di qualche suo torto o pregiudizio. Un uomo non può dichiarare veramente di possedere autocontrollo o l'abilità di pensare chiaramente, finché non impara a farsi delle opinioni sugli altri, basate sulla conoscenza e sull'osservazione, piuttosto che sul punto di vista di qualcun altro. È una delle abitudini più distruttive che ho dovuto superare anch'io. Un altro grande errore, che ho imparato a riconoscere solo facendolo e rifacendolo più volte, è diffamare gli altri, con o senza motivo. Non posso ricordare miglioramento personale più soddisfacente di quello che è derivato dall'imparare a trattenere la lingua, a meno che potessi dire qualcosa di bello sugli altri. Ho imparato a frenare questa tendenza naturale dell'uomo, dopo che ho cominciato a capire la legge della rivalsa, ciò che semini, raccogli, parole o azioni. La mia esperienza mi ha insegnato che la maggior parte degli uomini è in maniera innata onesta, e che quelli che normalmente sono considerati disonesti, sono vittime di circostanze su cui non hanno pieno controllo. Sono convinto che ogni uomo dovrebbe perdere la sua fortuna almeno una volta nella vita, perché è solo quando le calamità sovrastano l'uomo, che questo impara chi sono i suoi veri amici. Gli amici restano sulla barca, mentre gli altri corrono ai ripari. Ho imparato che un uomo può essere giudicato molto accuratamente dal tipo di persona che lui attrae a sé. L'antico proverbio, Dio li fa e poi li accoppia, diventa robusta filosofia. Nell'universo, questa legge d'attrazione, come potrebbe essere chiamata, attrae continuamente verso determinati centri le nature simili. Ho imparato che un uomo che aspira a essere un servitore della giustizia pubblica deve essere preparato a sacrificare molte cose e a sopportare abusi e critiche, senza perdere la fede o il rispetto nei confronti degli altri uomini. Il più grande servitore che il mondo abbia mai conosciuto non solo ha subito le ostilità di molti del suo tempo, ostilità che ancora oggi molte persone sembrano avere, ma ha perso la vita nel farlo. L'hanno appeso alla croce, gli hanno perforato il costato con una lancia, l'hanno torturato selvaggiamente e gli hanno sputato in faccia mentre la sua vita lentamente scivolava via. Sono per noi un grande esempio le sue ultime parole. Nonostante tutto, perdonali padre, perché non sanno quello che fanno. Quando sento il sangue ribollirmi nelle vene per i torti che gli altri mi fanno, trovo conforto nella resilienza e nella pazienza con cui i grandi filosofi guardavano ai loro torturatori, mentre venivano mandati a morte per nessuna offesa, se non quella di aver tentato di aiutare gli altri a trovare la felicità. La mia esperienza mi ha insegnato che l'uomo che accusa il mondo di non dargli la possibilità di avere successo nel suo lavoro, invece di puntare il dito su se stesso, dà la colpa agli altri. Una possibilità di avere successo è qualcosa che ogni uomo deve costruire da sé. Senza un certo grado di combattività una persona non otterrà molto nella vita. Senza combattività si eredita la povertà, la miseria e il fallimento. Ma se si vuole riprendersi l'opposto di questi concetti, bisogna essere pronti a combattere per i propri diritti. Nota bene che ho detto diritti. Gli unici diritti che un uomo ha sono quelli che si crea da sé in cambio dei servizi resi. E non è mai una cattiva idea ricordarci che la natura di questi diritti corrisponde alla natura dei nostri servizi. Mi considero fortunato a essere nato in povertà, mentre ho tutto quello che mi serve ora, ma se guadagnassi grandi ricchezze dovrei stare attento affinché questo non mi tolga l'attuale desiderio di servire il prossimo. La mia esperienza mi ha insegnato che una persona normale può ottenere qualunque cosa attraverso l'aiuto della sua mente. La più grande cosa che la mente può fare al riguardo è immaginare. Il cosiddetto genio è solo una persona che ha creato qualcosa di definito nella sua mente attraverso l'immaginazione e poi ha trasformato quell'immagine in realtà attraverso azioni concrete. Tutto questo e anche qualcosa in più ho imparato nel corso degli ultimi 50 anni, ma la più grande cosa che ho imparato è quella vecchia, vecchia verità che i filosofi di ogni epoca ci hanno raccontato. La felicità non si trova nei possedimenti materiali, ma nell'utilità del servizio che rendiamo. Questa è una verità che si può apprezzare solo quando la scopriamo noi stessi.
