12 Luglio 2026 · Tempo di lettura: 6 minuti
I flussi ETF sono tornati positivi. La settimana appena chiusa ha interrotto una serie di otto settimane consecutive di deflussi che aveva drenato circa 9,46 miliardi di dollari dai prodotti spot su Bitcoin ed Ethereum: il saldo settimanale combinato è tornato sopra lo zero, intorno a +282 milioni di dollari, con la sola giornata di venerdì che ha portato circa +90,4 milioni sugli ETF Bitcoin e +18,4 milioni su quelli Ethereum. Nel frattempo Bitcoin scambia attorno ai 64.300 dollari. La domanda che tutti si fanno è la solita: è la svolta? La risposta del metodo è un’altra: la domanda è sbagliata.
La settimana che ha chiuso i deflussi: cosa dicono i flussi ETF
Guardiamo i numeri per quello che sono. Otto settimane di deflussi per circa 9,46 miliardi, poi una settimana di afflussi per circa 282 milioni: il rapporto tra ciò che è uscito e ciò che è rientrato è di oltre trenta a uno. Sugli ETF spot Bitcoin, il saldo settimanale positivo vale poco meno di 200 milioni. Anche dentro la settimana il nastro è rimasto irregolare: giornate positive alternate a giornate negative, senza una direzione netta.
Chi tre settimane fa leggeva i deflussi come una condanna oggi legge gli afflussi come una resurrezione. Noi no. Quando i flussi ETF erano profondamente negativi abbiamo scritto che erano rumore ciclico, non un cambio di regime, e abbiamo persino calcolato cosa direbbe la matematica se gli afflussi restassero a zero. Per coerenza, oggi che il segno è cambiato non stappiamo bottiglie: applichiamo lo stesso identico metro.
Il percorso e la destinazione
Il punto concettuale è questo: i flussi sono il percorso, la legge di proporzione è la destinazione. I flussi ETF misurano il sentiment istituzionale settimana per settimana: sono informazione vera, ma rumorosa, emotiva, reversibile. La legge di proporzione — P(t) = 10−16,493 · t5,688, con t espresso in giorni dalla nascita della rete — descrive invece la traiettoria strutturale che il prezzo segue da oltre quindici anni, con un R² di 0,987. Bitcoin non si muove a caso: oscilla attorno a quel baricentro, e le oscillazioni hanno una statistica precisa.
Per questo la domanda giusta non è «i flussi sono tornati positivi?», ma «a che distanza dal baricentro matematico si trova il prezzo oggi, tenuto conto dell’età della rete?». È la logica del percentile età-aggiustato che abbiamo introdotto nel nostro approfondimento sul percentile di Bitcoin: la posizione nel ciclo non si sente, si misura. Qui sotto la misura completa di oggi, con Z-score, percentile e la lettura operativa del momento.
La misura di oggi: Z-score e percentile età-aggiustato
Il nostro modello dei residui bilaterali lavora così: si calcola il trend della legge di proporzione in funzione dell’età della rete (log P = −1,928 + 5,690·log₁₀(età in anni), esponente β = 5,69, pienamente coerente con il 5,688 del modello in giorni), poi si misura la deviazione del prezzo dal trend e la si confronta con la magnitudo tipica delle deviazioni a quell’età. Le due code sono asimmetriche e si contraggono con la maturità della rete: il lato positivo decade come 2,63/(età + 2,5), il lato negativo come −3,44/(età + 8,78). Oggi la rete ha circa 17,5 anni: le oscillazioni tipiche sono molto più strette di quelle del 2013 o del 2017, e per confrontare epoche diverse serve appunto una scala unica, età-aggiustata.
Con Bitcoin a circa 64.300 dollari, il prezzo si colloca nettamente sotto il trend centrale del modello. In termini di Z-score età-aggiustato siamo intorno a −1,1σ: una deviazione negativa più ampia della deviazione negativa tipica per questa età della rete. Tradotto in percentile, il prezzo di oggi si trova approssimativamente nel 13°–14° percentile della distribuzione storica delle valutazioni età-aggiustate: in oltre l’85% della sua storia, Bitcoin è stato valutato più generosamente rispetto al proprio baricentro matematico di quanto lo sia adesso.
Attenzione però alla parola «pavimento». Come abbiamo mostrato, non esiste un muro fisso: esiste una zona statistica di massima estensione negativa, il range del pavimento, che il prezzo non ha mai violato in quindici anni. Oggi siamo sopra quel range, non dentro: percentile basso, non percentile estremo. La distinzione conta, perché è la differenza tra «zona storicamente favorevole all’accumulo» e «minimo assoluto», che sono due affermazioni diverse con probabilità diverse.
Cosa cambiano (e cosa no) 282 milioni di afflussi
Nel quadro del metodo, i 282 milioni di questa settimana non cambiano nulla della destinazione e cambiano poco del percorso. Ecco la lettura ordinata:
- Scala: +282 milioni dopo −9,46 miliardi è circa il 3% di quanto uscito. Statisticamente è un’inversione di segno, non ancora un’inversione di tendenza: servono settimane consecutive per parlare di regime nuovo.
- Posizione: il segnale rilevante non è il flusso, è la distanza dal baricentro. Uno Z-score intorno a −1,1σ a 17,5 anni di età colloca il momento nella fascia bassa della distribuzione storica: è qui che il modello concentra la sua informazione, non nel saldo settimanale degli ETF.
- Asimmetria: la distribuzione delle deviazioni ha coda negativa contenuta e coda positiva pesante. Dal percentile in cui ci troviamo, l’escursione storica verso l’alto è strutturalmente più ampia di quella residua verso il basso — è la forma della distribuzione, non una promessa.
- Calibrazione: per intuire le grandezze, un residuo di 0,2 in log₁₀ equivale a un fattore ×/÷1,58 rispetto al trend; un residuo di 0,5 a un fattore ×/÷3,16. Le oscillazioni che a questa età sembrano enormi sono, in scala logaritmica, ordinaria amministrazione del ciclo.
C’è infine il fattore tempo, che gioca sempre nella stessa direzione: il baricentro della legge di proporzione sale con l’età della rete. È la regola aurea del modello: ogni +50% di età, il valore centrale si moltiplica per dieci. Un prezzo fermo mentre il trend sale è un percentile che scende — ed è esattamente ciò che è successo nelle ultime otto settimane, deflussi o non deflussi. Chi misura lo sapeva già; chi guardava solo i flussi ETF lo scopre adesso.
La disciplina del metodo
I flussi ETF torneranno a oscillare: settimane rosse e settimane verdi si alterneranno ancora, e ogni volta qualcuno vi dirà che è la fine o che è la svolta. Il metodo CryptoGrassini fa un’altra cosa: misura la posizione del prezzo rispetto alla legge di proporzione, la aggiusta per l’età della rete e la traduce in un percentile confrontabile con tutta la storia di Bitcoin. Non prevede il futuro: lo inquadra matematicamente. Per chi vuole gli strumenti completi — indicatori, bande e pannelli aggiornati — il percorso parte dal Sistema Elite; per la divulgazione scientifica dei modelli c’è Bitcoin Scientifico.
Assunzione di responsabilità
Le proiezioni presentate si basano su modelli matematici rigorosi e non costituiscono né un incitamento all’investimento né una garanzia di rendimento.
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